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Idrogeno, i primi passi di Ilios Hydrogen (Vancouver) in Italia

La società con sede legale in Canada Ilios Energy, guidata dall’italiano Salvatore Magazu, sbarca in Italia con 5 progetti di idrogeno verde da 20 MW ciascuno (che possono arrivare a 100 MW). Nello sviluppo dei primi progetti italiani, la società è stata assistita da Watson Farley & Williams.

La canadese Ilios Hydrogen è pronta a investire oltre 120 milioni di euro in Italia per installare 80 MW di elettrolisi e produrre 6.800 tonnellate all’anno di H2

Sono sicuramente ambiziosi, ma già ben delineati, i progetti di Ilios Hydrogen per lo sviluppo della produzione di idrogeno da elettrolisi in Italia.

La società ha base in Canada ed è nata circa un anno e mezzo fa mettendo insieme le passate esperienze, e le risorse, di alcuni imprenditori attivi da decenni nel settore delle energie rinnovabili, percorso peraltro condiviso dal CEO dell’azienda, il manager italiano Salvatore Magazu, che ha deciso ora di raccogliere questa sfida nel settore dell’H2.

“La nostra base è in Canada, dove stiamo sviluppando un progetto di produzione in partnership con un grande player della distribuzione di carburanti, che nelle sue stazioni in Quebec vuole affiancare l’idrogeno ai combustibili tradizionali, ma abbiamo una visione internazionale e puntiamo molto sul Belpaese, dove le iniziative che stiamo portando avanti sono ben 5, in diverse fasi di avanzamento dell’iter” spiega ad HydroNews Magazu.

Il progetto in fase più avanzata – “riguardo al quale abbiamo già avuto interlocuzioni molto positive con la Regione Sicilia”, assicura il CEO di Ilios – prevede l’installazione presso un’area industriale di 31.829 mq ubicata a Monforte Marina (Messina) di un impianto di elettrolisi da 20 MW (la cui capacità in un secondo momento potrebbe espandersi fino a 100 MW), in grado di produrre 1.700 tonnellate all’anno di idrogeno verde a partire dal 2025, a fronte di un investimento stimato in 31 milioni di euro.

Ma, oltre all’iniziativa siciliana, ci sono ben altri 4 progetti in Italia al cui sviluppo l’azienda canadese sta lavorando: restando in Sicilia, ma spostandosi a Belpasso (in provincia di Catania), Ilios prevede di investire 30 milioni di euro per realizzare su un’area industriale di 21.840 mq un impianto di elettrolisi da 20 MW di capacità (anche in questo caso espandibile fino a 100 MW) in grado di produrre 1.700 tonnellate all’anno di idrogeno verde a partire dal 2026. Ancora a Catania, è stata poi individuata un’altra area industriale, con superficie di 11.809 mq, dove la società vorrebbe installare 10 MW di elettrolisi (espandibili fino a 50 MW) con cui produrre, a partire dal 2027, 850 tonnellate all’anno di H2 green, investendo in questo caso 16 milioni di euro.

Tornando invece sul continente, e per la precisione in Toscana, Ilios ha messo nel mirino un’area industriale di 26.450 mq a Perignano, frazione del Comune di Casciana Terme Lari (Pisa), dove installare 20 MW di elettrolisi (espandibili fino a 100) a fronte di un investimento di circa 30 milioni di euro. Per questo progetto l’obbiettivo è produrre 1.700 tonnellate di idrogeno all’anno a partire dal 2026.

Infine, l’ultimo progetto italiano in cui è impegnata l’azienda guidata da Magazu riguarda il comune di Vallefoglia, nella provincia marchigiana di Pesaro e Urbino: l’area individuata si estende su 29.185 mq e dovrebbe ospitare un impianto di elettrolisi da 10 MW (espandibili fino a 50 MW) in grado di generare 850 tonnellate all’anno di H2 a partire dal 2027, il tutto a fronte di un investimento di 15 milioni di euro.

“In tutti questi casi, prevediamo di distribuire la produzione di idrogeno ad offtaker industriali. Per il momento non abbiamo ancora contratti definitivi, ma abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni d’interesse” assicura Magazu, che in relazione alle modalità di alimentazione degli impianti di elettrolisi precisa: “Contiamo di poter utilizzare per la maggior parte energia rinnovabile, tramite una serie di PPA (Power Purchase Agreement) che definiremo con diversi fornitori”.

Per quanto riguarda invece eventuali programmi di finanziamento, Ilios – che oltre alle 5 iniziative italiane e a quella canadese, sta sviluppando anche altri 3 progetti della stessa tipologia in Gran Bretagna – ha le idee piuttosto chiare: “Non abbiamo applicato a programmi di sostegno per i capex, ma vogliamo invece partecipare alla seconda asta (dopo la prima, quella pilota, che si svolgerà il 23 novembre prossimo) della European Hdyrogen Bank, la cui data per il momento non è ancora stata fissata. Confidando di ottenere il contributo massimo possibile, ovvero 4 euro a Kg di idrogeno prodotto, riteniamo di poter portare sul mercato il nostro H2 ad un prezzo compreso tra i 6 e i 7 euro al Kg” ha rivelato il CEO di Ilios.

Nel frattempo, il modello di business della società canadese ha attirato l’attenzione del fondo Pineapple Power Corporation, che ha offerto circa 33 milioni di sterline per acquisire l’interno capitale sociale di Ilios. “Penso che l’operazione si potrà concludere positivamente in tempi piuttosto rapidi, e questo ci metterà a disposizione ulteriori risorse economiche con cui portare avanti lo sviluppo dei nostri progetti di produzione di idrogeno” conclude Magazu.

https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=380491

https://hydronews.it/la-canadese-ilios-hydrogen-e-pronta-a-investire-oltre-120-milioni-di-euro-in-italia-per-installare-80-mw-di-elettrolisi-e-produrre-6-800-tonnellate-allanno-di-h2/

 

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