{"id":768,"date":"2023-02-10T17:46:28","date_gmt":"2023-02-10T16:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/news\/dal_consolato\/2023\/02\/intervento-del-presidente-della\/"},"modified":"2023-02-10T17:46:28","modified_gmt":"2023-02-10T16:46:28","slug":"intervento-del-presidente-della","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/news\/dal_consolato\/2023\/02\/intervento-del-presidente-della\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Celebrazione del \u201cGiorno del Ricordo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Celebrazione del \u201cGiorno del Ricordo\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente del Senato, al Vicepresidente della Camera, al Vicepresidente del Consiglio, agli altri rappresentanti del Governo, agli Ambasciatori dei Paesi amici presenti, ai rappresentanti degli esuli.<\/p>\n<p>Sono passati quasi vent\u2019anni da quando il Parlamento istitu\u00ec, con una significativa ampia maggioranza, il Giorno del Ricordo, dedicato al percorso di dolore inflitto agli italiani di Istria, Dalmazia, Venezia Giulia sotto l\u2019occupazione dei comunisti jugoslavi nella drammatica fase storica legata alla Seconda Guerra Mondiale e agli avvenimenti a essa successivi.<\/p>\n<p>La legge, con puntuale completezza, recita: \u201cLa Repubblica riconosce il 10 febbraio quale \u00abGiorno del Ricordo\u00bb al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale\u201d.<\/p>\n<p>Vessazioni e violenze dure, ostinate, che conobbero eccidi e stragi e, successivamente, l\u2019epurazione attraverso l\u2019esodo di massa. Un carico di sofferenza, di dolore e di sangue, per molti anni rimosso dalla memoria collettiva e, in certi casi, persino negato. Come se le brutali vicende che interessarono il confine orientale italiano e le popolazioni che vi risiedevano da secoli rappresentassero un\u2019appendice minore e trascurabile degli eventi della fosca epoca dei totalitarismi o addirittura non fossero parte della nostra storia.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quel lembo di terra bagnato dall\u2019Adriatico, dove per lungo tempo si \u00e8 esercitata, con fatica e con fasi alterne, la convivenza tra etnie, culture, lingue, religioni, ha conosciuto, sperimentandoli e racchiudendoli, tutti gli orrori della prima met\u00e0 del Novecento, passando \u2013 senza soluzione di continuit\u00e0 \u2013 dall\u2019occupazione nazifascista alla dittatura comunista di Tito.<\/p>\n<p>Un territorio colmo di ricchezza, di bellezza e di cultura, alimentato proprio dalle sue differenze, che ha sub\u00ecto il destino immeritato di veder sorgere sul proprio suolo i simboli agghiaccianti degli diversi totalitarismi: le Foibe, il campo di prigionia di Arbe, la Risiera di San Sabba.<\/p>\n<p>Ringrazio tutti gli intervenuti: il ministro Tajani, il professor De Vergottini, il professor Orsina, per le importanti riflessioni; l\u2019Orchestra Tartini, la magnifica orchestra giovanile e femminile; Maria Letizia Gorga per aver dato corpo e voce ai ricordi di una bambina esodata.<\/p>\n<p>Ricordi tratti da un libro le cui pagine coinvolgono chi lo legge, come a me, leggendolo tempo fa, \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p>Tutti loro hanno contribuito, oggi, a fare memoria di quegli accadimenti tristi e violenti e a farla condividere.<\/p>\n<p>La legge sul \u201cGiorno del Ricordo\u201d ha avuto il merito di rimuovere definitivamente la cortina di indifferenza e, persino, di ostilit\u00e0 che, per troppi anni, ha avvolto le vicende legate alle violenze contro le popolazioni italiane vittime della repressione comunista.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni la ricerca storica ha prodotto risultati notevoli, scandagliando a fondo gli avvenimenti e riportando alla luce una mole impressionante di fatti, documenti e testimonianze inoppugnabili. Via via sono emersi i nomi e le vicende delle vittime.<\/p>\n<p>La furia dei partigiani titini si accan\u00ec, in modo indiscriminato ma programmato, su tutti: su rappresentanti delle istituzioni, su militari, su civili inermi, su sacerdoti, su intellettuali, su donne, su partigiani antifascisti, che non assecondavano le mire espansionistiche di Tito o non si sottomettevano al regime comunista.<\/p>\n<p>Le violenze anti-italiane, nella maggior parte dei casi, non furono episodi di, inammissibile, vendetta sommaria. Rispondevano piuttosto a un piano preordinato di espulsione della presenza italiana.<\/p>\n<p>Figure luminose, in quella terra martoriata &#8211; come il vescovo di Fiume e poi di Trieste\/Capodistria, Antonio Santin &#8211; non esitarono, dopo aver difeso la popolazione slava dall\u2019oppressione nazifascista, a denunciare, con altrettanta forza d\u2019animo, la violenza e la brutalit\u00e0 dei nuovi occupanti contro gli italiani.<\/p>\n<p>Nessuno deve avere paura della verit\u00e0. La verit\u00e0 rende liberi. Le dittature &#8211; tutte le dittature &#8211; falsano la storia, manipolando la memoria, nel tentativo di imporre la verit\u00e0 di Stato.<\/p>\n<p>La nostra Repubblica trova nella verit\u00e0 e nella libert\u00e0 i suoi fondamenti e non ha avuto timore di scavare anche nella storia italiana per ricoscere omissioni, errori o colpe.<\/p>\n<p>La complessit\u00e0 delle vicende che si svolsero, in quegli anni terribili, in quei territori di confine, la politica brutalmente antislava perseguita dal regime fascista, sono eventi storici che nessuno oggi pu\u00f2 mettere in discussione.<\/p>\n<p>Va altres\u00ec detto, con fermezza, che \u00e8 singolare e incomprensibile che questi aspetti innegabili possano mettere in ombra le dure sofferenze patite da tanti italiani. O, ancor peggio, essere invocati per sminuire, negare o addirittura giustificare i crimini da essi subiti.<\/p>\n<p>Per molte vittime, giustiziate, infoibate o morte di stenti nei campi di prigionia comunisti, l\u2019unica colpa fu semplicemente quella di essere italiani.<\/p>\n<p>Siamo oggi qui, al Quirinale, per rendere onore a quelle vittime e, con loro, a tutte le vittime innocenti dei conflitti etnici e ideologici.<\/p>\n<p>Per restituire dignit\u00e0 e rispetto alle sofferenze di tanti nostri concittadini. Sofferenze acuite dall\u2019indifferenza avvertita da molti dei trecentocinquantamila italiani dell\u2019esodo, in fuga dalle loro case, che non sempre trovarono rispetto e solidariet\u00e0 in maniera adeguata nella madrepatria.<\/p>\n<p>Furono sovente ignorati, guardati con sospetto, posti in campi poco dignitosi.<\/p>\n<p>Tra la soggezione alla dittatura comunista e il destino, amaro, dell\u2019esilio, della perdita della casa, delle proprie radici, delle attivit\u00e0 economiche, questi italiani compirono la scelta giusta. La scelta della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma nelle difficolt\u00e0 dell\u2019immediato dopoguerra e nel clima della guerra fredda e dello scontro ideologico, che in Italia contrapponeva fautori dell\u2019Occidente e sostenitori dello stalinismo, non furono compresi e incontrarono ostacoli ingiustificabili.<\/p>\n<p>Grazie al coraggio, all\u2019azione instancabile e a volte faticosa delle associazioni degli esuli istriani, dalmati e della Venezia Giulia, il tema delle foibe e dell\u2019esodo \u00e8 oggi largamente conosciuto dalla pubblica opinione, \u00e8 studiato nelle scuole, dibattuto sui giornali.<\/p>\n<p>Le sofferenze subite dai nostri esuli, dalle popolazioni di confine, non sono, non possono essere motivo di divisione nella nostra comunit\u00e0 nazionale. Al contrario, richiamo di unit\u00e0 nel ricordo, nella solidariet\u00e0, nel sostegno.<\/p>\n<p>Ribadendo lo stupore e la condanna per inammissibili tentativi di negazionismo e di giustificazionismo, segnalo che il rischio pi\u00f9 grave di fronte alle tragedie dell\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 il confronto delle idee, anche tra quelle estreme, ma l\u2019indifferenza che genera rimozione e oblio.<\/p>\n<p>Sono passati ottanta anni da quella immane tragedia che colp\u00ec i nostri concittadini nelle zone di occupazione jugoslava.<\/p>\n<p>Oggi possiamo guardare, con sguardo pi\u00f9 limpido e consapevole, al grande, concreto, storico progresso politico, culturale, di amicizia e di cooperazione che la democrazia e il percorso europeo hanno recato in quelle zone un tempo martoriate da scontri etnici e ideologici.<\/p>\n<p>Progresso ulteriormente consolidato dall\u2019inserimento, da qualche giorno, della Croazia nel prezioso ambito di pienezza dell\u2019Unione rappresentato dall\u2019area Schengen.<\/p>\n<p>La storia ci ha insegnato che la differenza \u00e8 ricchezza, non una malapianta da estirpare. Che i muri e i reticolati generano diffidenza, paura, conflitti.<\/p>\n<p>Che il nazionalismo esasperato, fondato sulla repressione delle minoranze, sulle pretese di superiorit\u00e0 o di omogeneit\u00e0 etnica di lingua e cultura, produce inevitabilmente una spirale di violenza e di guerra.<\/p>\n<p>Che le ideologie basate sulla negazione dei diritti individuali, in nome della superiorit\u00e0 dello Stato o di un partito, lungi dal risolvere le controversie, opprimono i cittadini e sfociano in gravissime tragedie. Che la prepotenza e l\u2019uso della forza non producono mai pace e benessere, ma generano violenza e gravi ingiustizie.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 della convivenza, del dialogo, del diritto internazionale, della democrazia \u00e8 l\u2019unica alternativa alla guerra e alle epurazioni, come purtroppo ci insegnano \u2013 ancora oggi &#8211; le terribili vicende legate all\u2019insensata e tragica invasione russa dell\u2019Ucraina. Un tentativo inaccettabile di portare indietro le lancette della storia, cercando di tornare in tempi oscuri, contrassegnati dalla logica del dominio della forza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la presenza di segnali ambigui e regressivi, con rischi di ripresa di conflitti, ammantati di pretesti etnici o religiosi, richiede di rendere veloce con coraggio e decisione il cammino dell\u2019integrazione europea dei Balcani occidentali.<\/p>\n<p>Italia, Slovenia e Croazia, grazie agli sforzi congiunti e al processo di integrazione europea hanno fatto, insieme, passi di grande valore.<\/p>\n<p>Lo testimoniano \u2013 come \u00e8 stato poc\u2019anzi ricordato &#8211; Gorizia e Nova Gorica designate insieme unica capitale europea della cultura del 2025.<\/p>\n<p>I giovani che vivono ai confini dei nostri Paesi, mantenendo l\u2019orgoglio delle proprie identit\u00e0, hanno acquisito la consapevolezza di appartenere a un\u2019area con un futuro comune che presenta grandi opportunit\u00e0 &#8211; economiche, sociali, culturali &#8211; che soltanto la convivenza, la compresenza, il dialogo, la pace possono offrire.<\/p>\n<p>Dialogo che si alimenta e si fortifica nell\u2019attenzione costante e reciproca ai diritti delle rispettive minoranze.<\/p>\n<p>Anche per quanto riguarda la comprensione storica, si \u00e8 fatta molta strada nella collaborazione. Si tratta di rispettare le diverse sensibilit\u00e0 e i differenti punti di vista. Sapendo che la lezione della storia ci insegna a non ripetere errori e a non far rivivere tragedie, men che mai a utilizzarle come strumento di lotta politica contingente.<\/p>\n<p>Scrive Claudio Magris, acuto interprete della storia e della cultura del confine orientale: \u201cAncor pi\u00f9 inammissibile e sacrilego sarebbe se gli italiani e gli slavi usassero i loro morti per attizzare odi reciproci, in una terra il cui senso &#8211; come hanno visto i grandi scrittori triestini &#8211; \u00e8 la compresenza di culture, l\u2019oppressione o scomparsa di una delle quali significa una mutilazione per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Le prevaricazioni, gli eccidi, l\u2019esodo forzato degli italiani dell\u2019Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia costituiscono parte integrante della storia del nostro Paese e dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Alle vittime di quelle sopraffazioni, ai profughi, ai loro familiari, rivolgiamo oggi un ricordo commosso e partecipe. Le loro sofferenze non dovranno, non potranno essere mai sottovalutate o accantonate.<\/p>\n<p>Troveranno corrispondenza, rispetto e solidariet\u00e0 a seconda di quanto saremo in grado di proseguire sulla strada di pace, di amicizia, di difesa della democrazia e dei diritti umani, intrapresa con l\u2019approvazione della Costituzione Repubblicana, con la scelta occidentale ed europea, con la costante politica per il dialogo, la comprensione, la collaborazione tra i popoli.<\/p>\n<p><em>Palazzo del Quirinale, 10\/02\/2023 (II mandato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Celebrazione del \u201cGiorno del Ricordo\u201d Rivolgo un saluto molto cordiale al Presidente del Senato, al Vicepresidente della Camera, al Vicepresidente del Consiglio, agli altri rappresentanti del Governo, agli Ambasciatori dei Paesi amici presenti, ai rappresentanti degli esuli. Sono passati quasi vent\u2019anni da quando il Parlamento [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=768"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/768\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/consvancouver.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}